Dopo l’annata fallimentare i rossoneri sono pronti a stravolgere anche la struttura societaria per la prossima stagione: da decidere l’uomo mercato

Una crisi senza fine. La terza sconfitta consecutiva in campionato segna, di fatto, la parola fine per il Milan di potersi qualificare per la prossima Champions League. Arrivare nelle prime quattro doveva essere l’obiettivo minimo del club rossonero, specialmente dopo gli innesti fatti nel mercato di gennaio e, invece, in poco più di due settimane è stato gettata al vento tutta la stagione. La vittoria della Supercoppa Italia in Arabia è ormai dimenticata dopo la clamorosa eliminazione in Champions League contro il Feyenoord e il conseguente crollo in campionato che ha portato alla durissima contestazione dei tifosi nel match di ieri sera contro la Lazio.
Milan, piove sul bagnato

Se per molti il ko nel recupero contro il Bologna aveva significato la parola fine per una possibile rincorsa al quarto posto, il ko contro i biancocelesti, arrivato all’ultimo minuto di recupero per un rigore causato da Maignan su Isaksen e trasformato da Pedro, è stato la pietra tombale. La squadra, costantemente sfilacciata, sembra un’aggregazione di giocatori (di ottima qualità) che però non riescono a coesistere. Coinceçao non è riuscito a dare la svolta attesa dopo il cambio di Fonseca e, forse, specialmente a livello di prestazioni, sta facendo anche peggio del suo predecessore. Neanche la Coppa Italia, con il doppio confronto in semifinale contro l’Inter potrà addolcire una stagione che è praticamente da buttare. Di certo quello che deve pensare ora la società è la costruzione della nuova squadra per la prossima stagione, che dovrà essere quella della rinascita.
A breve il nuovo ds: è già una corsa a due

Le colpe del fallimento vanno suddivise tra tutti: società, allenatori e giocatori. Per cercare di uscire dal tunnel in cui il Milan si è ritrovato in queste ultime settimane, serve una vera e propria rifondazione. Questa non può non avvenire grazie ad cambiamento radicale a livello societario: per questo i prossimi giorni saranno già decisivi per la scelta del nuovo direttore sportivo. La sensazione è che ci sarà una vera e propria rivoluzione a livello di organico con cessioni eccellenti (Theo Hernandez in primis, ma anche Maignan e Leao potrebbero partire) e di conseguenza serve una figura navigata che possa occuparsi del tanto lavoro da fare. Secondo le indiscrezioni, più volte confermate, si tratta di una vera e propria corsa a due tra Fabio Paratici e Igli Tare.
Gli incontri già avvenuti con Cardinale
Secondo La Gazzetta dello Sport entrambi hanno già avuto incontri a Londra con Cardinale e Ibrahimovic. I due profili, entrambi di spessore, sono però diversi: Paratici, insieme a Marotta costruttore del dominio della Juventus dello scorso decennio, è una figura con riconoscibilità europea. Tare, invece, è fermo da due anni dopo l’esperienza di 15 anni alla Lazio dove, con budget sempre limitato, ha costruito organici di grande valore centrando successi e qualificazioni alla Champions League. La sensazione è che basterà attendere poco per capire su quale dei due profili virerà la società: da lì si capiranno anche le strategie del futuro, a partire dal prossimo allenatore che, con ogni probabilità, non sarà Coinceçao.