L’allenatore e il direttore sportivo sono in cima alla lista dei desideri dei rossoneri per la prossima stagione: ma come sono i rapporti tra i due?

Una cosa è certa: sarà un’estate di rivoluzione in casa Milan. La tremenda stagione, che non verrà sicuramente salvata dalla vittoria in Supercoppa Italiana e anche da un’eventuale trionfo in Coppa Italia, dovrà essere archiviata e soprattutto non ripetuta il prossimo anno. La clamorosa eliminazione in Champions League contro il Feyenoord ai sedicesimi di finale e il crollo in campionato che ha di fatto estromesso i rossoneri dalla corsa per il quarto posto, hanno un peso enorme sulle decisioni che verranno prese nel prossimo futuro. L’esonero di Fonseca non ha portato i frutti sperati e anche l’avventura di Conceicao è ormai agli sgoccioli: certamente non sarà lui l’allenatore nella prossima stagione.
La rivoluzione e i nomi sul taccuino

Dopo un anno tempestoso, culminato con le continue pesanti contestazioni dei tifosi verso società, allenatore e giocatori, urge un’inversione di tendenza. Innanzitutto sarà utile una dirigenza forte, presente, formata da uomini di esperienza e conoscitori del settore: tutte componenti che quest’anno sono mancate. E per questo dopo l’incontro tra Cardinale e l’ad Furlani si andrà sulla scelta di un nuovo direttore sportivo e di un allenatore, molto presumibilmente entrambi italiani o che hanno il polso del nostro calcio. Per quanto riguarda il nome del nuovo ds, ormai, sembra essere una corsa a due tra Fabio Paratici e Igli Tare. Sul nuovo tecnico, invece, un nome è in cima alla lista ed è quello di Massimiliano Allegri.
La coppia Allegri-Paratici: tra successi e vedute diverse

Dalle indiscrezioni, come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la volontà del club è quella di affidare la responsabilità del mercato a Fabio Paratici. L’ex ds della Juventus e poi del Tottenham (poi squalificato per il caso plusvalenze) andrebbe a riformare la coppia dei grandi trionfi bianconeri con l’allenatore livornese. Se però da un lato ci sono le vittorie, dall’altro c’è anche un rapporto che si è deteriorato nel tempo. Quando Allegri venne esonerato la prima volta nel 2019 Agnelli, che prese la decisione finale, fu convinto da Nedved e soprattutto dallo stesso Paratici che serviva un cambiamento. Un gioco migliore, più spettacolare, per portare la Juventus sul tetto d’Europa. Un tentativo che naufragò prima con Sarri e poi con Pirlo. E ovviamente, nel rapporto tra i due, ci furono degli strascichi.
Il rapporto ricomposto e la volontà di lavorare insieme
Il tempo (e anche le opportunità), però, si sa, ricompone le cose. E quindi nell’ultimo periodo c’è stato un disgelo tra i due, che si sono incontrati alcune volte a Londra. E poi entrambi hanno voglia di tornare in gioco. Paratici sarebbe ben contento di rientrare in Italia e sa benissimo che, per riportare il Milan ai vertici, un esperto e un vincente come Allegri può essere la persona giusta. Il livornese, dal canto suo, ha rifiutato la maxi offerta araba, sintomo che abbia ancora voglia di essere protagonista nel grande calcio. Il Milan ha un organico di tutto rispetto e, con un paio di innesti mirati, potrebbe già competere per la vittoria del campionato il prossimo anno. A patto che ci sia qualcuno che riporti in carreggiata un ambiente che è diventato quasi la parodia dei bei tempi. E Allegri e Paratici possono essere le persone giuste per farlo, mettendo da parte i vecchi rancori.